Fagiolo della Paolina
Riccia
Il cuore bianco della tradizione molisana
Il Fagiolo della Paolina è una varietà locale autoctona originaria della contrada omonima nel comune di Riccia, in Molise. Conosciuto localmente anche come “fagiolo bianco di Riccia”, è un legume dalla storia antica, oggi riconosciuto tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani (PAT). La sua coltivazione, legata ai ritmi naturali e alla sapienza contadina, lo ha reso un simbolo identitario del territorio.
Da alimento base nei periodi di carestia, si è trasformato in un prodotto gastronomico apprezzato anche oltre i confini regionali. Ancora oggi, nonostante la produzione sia limitata, rappresenta un’eccellenza che unisce biodiversità, tradizione e cultura popolare.
Caratteristiche uniche
Specie: Phaseolus vulgaris L., ecotipo autoctono del Molise
Seme: reniforme, di colore bianco, con tegumento sottile e facilmente digeribile
Pianta annuale, pubescente, con fusto eretto o rampicante, di forma cilindrica o esagonale
Foglie: ternate, ovato-acuminate, a margine intero
Fiori: bianchi o lilla, tipici dei fagioli comuni
Legumi: penduli, mucronati e subtorulosi, da sgusciare a maturazione
Semina: tra fine marzo e inizio aprile, con sesti di impianto di 80 cm tra le file e 40 cm sulla fila
Raccolta: fine agosto – inizio settembre, quando i baccelli sono ben secchi e i semi pienamente sviluppati
Eccellente resa in cucina: ideale per zuppe, insalate e piatti della cucina povera molisana
Alta digeribilità, sapore delicato e consistenza cremosa
Riconoscimenti e valorizzazione
Il Fagiolo della Paolina è stato protagonista di numerosi momenti di visibilità a livello nazionale:
– Nel 2011 è stato selezionato tra i 20 ingredienti della “Zuppa dell’Unità d’Italia”, vincitrice del festival “I Primi d’Italia” a Foligno
– Inserito ufficialmente tra i 159 Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) del Molise nel 2019
Raccontato e valorizzato da trasmissioni locali come Il Molisano su Telemolise
Una storia di riscatto e continuità
La coltivazione del fagiolo a Riccia ha radici profonde che risalgono alla fine del Settecento, epoca in cui le carestie e la crescita demografica incentivarono lo sviluppo dell’agricoltura rispetto alla pastorizia. Questo legume divenne il principale alimento proteico delle famiglie contadine.
Negli anni ’20 del Novecento, il poeta dialettale Michele Cima ne celebrava l’importanza nella poesia “A certe chiante de fasciole e sciure”, testimoniando quanto fosse centrale nella vita quotidiana del paese.
Presente e futuro
Oggi il Fagiolo della Paolina è coltivato da pochi ma appassionati agricoltori locali, tra cui anche giovani imprenditori, che ne stanno rilanciando la produzione. La domanda cresce anche fuori dai confini del Molise, segno dell’interesse verso prodotti autentici, sani e legati al territorio.
Il fagiolo bianco di Riccia, un tempo cibo dei poveri, è ora riconosciuto come tesoro gastronomico da valorizzare e proteggere per le generazioni future