Questa uva a bacca rossa risolve un problema fondamentale nel mercato globale in cui è necessario distinguersi quando non si hanno le quantità necessarie per competere sui numeri e sui costi di produzione: restituisce infatti una forte identità alla Regione che più di ogni altra ha sofferto l'anonimato nel bicchiere negli ultimi decenni. Le aziende l' hanno scoperta e ci stanno investendo e alla fine forse sarà proprio un bene che si riescano a caratterizzare con un prodotto di territorio su cui nessuno può vantare alcuna primogenitura.
La sua caratteristica principale è nella sua notevole carica di sostanze coloranti e tanniche che trasmette integralmente al vino, che quando è ancora giovane assume subito riflessi nero-violacei. Appartiene al gruppo ampelografiche delle tintorie, cioè a quelle varietà con succo e buccia ricchi di antociani. Non siamo in presenza di una tradizione inventata in ossequio alla moda del vitigno autoctono perché in passato la Tintilia è stata il pilastro della viticoltura molisana, veniva quasi sempre vinificata in purezza per ottenere vini robusti, strutturati, adatti agli inverni di questa regione sdraiata sul mare con la testa in montagna.