L’attività agricola del territorio oggetto del presente studio, ha avuto storicamente un ruolo trainante nell’economia locale. Nel passato l’agricoltura era la principale fonte di reddito e di lavoro sia nei terreni vocati (pianure e aree di fondovalle) che in quelli marginali (collina interna asciutta). Oggi, le principali aree coltivate sono concentrate nelle zone che meglio si prestano alla meccanizzazione agricola, con disponibilità idriche e che sono più vicine ai mercati. Nelle aree interne, con una maggior frammentazione delle aziende e un più marcato invecchiamento della popolazione che vive in agricoltura, gli indirizzi colturali prevalenti sono le colture estensive e quelle che richiedono in genere poca manodopera.

Le tipologie produttive che meglio identificano il territorio sono i cereali e l’olivo, ma non mancano altre coltivazioni.

I cereali, la cui coltivazione è agevolata da terreni con lieve pendenza e perciò facilmente meccanizzabili, sono diffusi soprattutto in quelle aziende di notevoli superfici.

L’olivo è la specie arborea più diffusa nella media collina, con varietà locali che forniscono un prodotto di qualità. Per l’impianto dell’oliveto in passato c’era una pratica colturale diffusa sul territorio che prevedeva la consociazione temporanea tra olivo e vite (pàsten), dove l’economia contadina considerava l’olivo come coltura principale e la vite come coltura secondaria che forniva produzione fino alla maturità produttiva dell’olivo.

La viticoltura è concentrata essenzialmente nelle aree a giacitura piana con una specializzazione a partire dagli ultimi 35 – 40 anni (creazione delle prime cantine cooperative).

La frutticoltura in passato era legata agli orti familiari, mentre attualmente vi sono alcune realtà specializzate, non molto diffuse per quelle che sono le potenzialità del territorio.

L’orticoltura richiede terreni pianeggianti, acqua e soprattutto una capacità imprenditoriale superiore rispetto ad altre tipologie colturali. In particolare, nelle aree irrigue, la coltivazione di ortaggi ha grandi potenzialità rispetto alla sua concreta diffusione.

La zootecnia, nel passato molto diffusa sull’intero comprensorio, oggi si conserva nelle aree più interne. Il costante declino è dovuto alla carenza di manodopera, che nel caso degli animali deve essere continua nell’arco dell’anno.

La barbabietola è diffusa principalmente nelle aree irrigue e la sua coltivazione è strettamente collegata all’attività dello Zuccherificio del Molise.

Il girasole è anch’esso diffuso nelle aree non irrigue e rappresenta una delle poche alternative in tante aree, dove si inserisce come coltura da rinnovo nella rotazione con i cereali.

      Comparti agricoli: 

  • aree irrigue
  • barbabietola
  • cereali
  • frutticoltura
  • microfiliere agroalimentati
  • oleaginose
  • olivicoltura
  • orticoltura
  • viticoltura 
  • zootecnia